NON ABBIATE PAURA!
Geremia ha paura. Si sente accerchiato. Ascolta le maldicenze della gente, avverte il peso dell'ostilità, si sente solo. Potremmo dire che sta vivendo una crisi. Eppure, nel cuore di questa esperienza, riesce ad affermare: «Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso».
È interessante notare che Dio non toglie immediatamente la prova a Geremia. Non cancella i suoi nemici, non elimina le sue angosce. Gli dona qualcosa di più profondo: la certezza di non essere solo. Forse è proprio qui che il Vangelo incontra la nostra vita.
Anche noi abbiamo le nostre paure. Alcune sono evidenti: la salute, il futuro dei figli, le difficoltà economiche, la solitudine. Altre sono più nascoste: la paura di non essere all'altezza, di non essere amati abbastanza, di perdere ciò che ci dà sicurezza. Spesso pensiamo che la fede serva a eliminare la paura. In realtà la fede non ci rende persone senza paure; ci rende persone capaci di attraversarle.
È una frase che rischiamo di ascoltare distrattamente. Invece contiene una verità enorme. Gesù sta dicendo che la nostra vita ha un valore immenso agli occhi di Dio. Non perché siamo perfetti, forti o di successo. Ma semplicemente perché siamo suoi figli. Anzi, aggiunge un'immagine ancora più sorprendente: «Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati».
Non è una curiosità statistica. È un modo per dire che Dio ci conosce profondamente. Ci conosce quando siamo forti e quando siamo fragili. Quando preghiamo e quando facciamo fatica a pregare. Quando sorridiamo e quando ci sentiamo smarriti. Nessuna parte della nostra vita gli è estranea.
Sant'Agostino scriveva che Dio è "più intimo a me di me stesso". Ci conosce meglio di quanto noi conosciamo noi stessi. Anche il filosofo Giuseppe Rigobello ha insistito su una dimensione fondamentale dell'esperienza umana: la persona non si comprende pienamente da sola, ma si scopre dentro una relazione. La fede, allora, non è anzitutto aderire a delle idee; è fidarsi di una Presenza che ci conosce e ci precede.
Forse la radice di molte nostre paure è proprio questa: temiamo di essere soli davanti alla vita. Il Vangelo di oggi ci ricorda invece che non siamo mai soli. Geremia lo scopre nel momento più buio. I discepoli dovranno impararlo lungo il cammino. Anche noi siamo chiamati a crederlo ogni giorno. La fede non elimina tutte le domande, ma cambia il modo di attraversarle. Non spegne la tempesta, ma ci aiuta a non affondare dentro di essa.
Don Biagio Aprile
Bellissima e veritiera riflessione.
RispondiEliminaGrazie per questo piccolo ma importante approfondimento.
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