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Dio comincia dalle periferie del cuore

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Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre...

«Il giorno dopo»: una parola che riapre il tempo

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Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».  Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».  Gv 1,29-34 Il Vangelo di Giovanni introduce l’incontro tra Giovanni Battista e Gesù con un’espressione discreta:  «Il giorno dopo» (Gv 1,29). Non è una semplice indicazione temporale. È una parola che custodisce un’esperienza spirituale profonda: Dio non irrompe nella vita ...

SOLO L’ INCONTRO CON GESÙ SALVA: IL BATTESIMO COME RIVELAZIONE DECISIVA

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Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.  Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.  Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».  Mt 3,13-17 C’è un rischio sottile ma reale nel vivere la fede oggi: parlare di valori, di comunità, di impegno, di Chiesa, senza partire più dalla persona di Gesù . E quando Gesù smette di essere il centro, la fede diventa facilmente morale, appartenenza sociologica o semplice abitudine religiosa. Il Battesimo di Gesù, invece, ci riporta all’essenziale: la salvezza passa solo ed esclusivamente ...

NATALE COME MEMORIA CHE ACCADE

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Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.  ( Lc 2,10-11 ) Il Natale ritorna ogni anno, ma non ritorna mai uguale. Se fosse soltanto una ripetizione, resterebbe confinato nel territorio del ricordo: un insieme di immagini familiari, di parole già udite, di gesti che rassicurano. Ma il Natale non è un passato che si contempla da lontano. È una memoria viva, nel senso più profondo: ciò che è accaduto continua ad accadere, ciò che è stato continua a offrirsi come presenza. Agostino direbbe che non si tratta di rievocare un evento lontano, ma di lasciarsi raggiungere da una verità che abita il tempo e lo attraversa. Il Dio che nasce non appartiene solo a “ieri”: entra nell’oggi dell’uomo, nella sua interiorità inquieta, là dove il cuore resta sempre in ricerca. Per questo il Natale tocca ogni persona con estrema delicatezza. Ognuno porta una storia unica, spesso segnata da ferite, stanchezze, distanze interiori, affetti fragili. L’uomo non è mai sem...

LA GIOIA DELL' ATTESA

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"Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».  Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via".  ...

“TI STAVO ASPETTANDO”: Giovanni Battista e l’arte dell’attesa

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"Venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.  Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all'ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: "Abbiamo Abramo per padre!". Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta a...

AVVENTO: un cammino che si riapre

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Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».  Mt 24,37-44 C’è un tempo dell’anno in cui la Chiesa sembra rallentare il passo, quasi a chiedere al cuore di rimettersi in ascolto....